Da Peppino a Pappagone passando per Totò
Il teatro, il cinema e la televisione dal 23 luglio al 30 ottobre.
30 anni fa, nel 1979, Peppino De Filippo, girava il suo ultimo film “Giallo Napoletano” per la regia di Sergio Corbucci. Da lì a poco, il 26 gennaio del 1980 Peppino ci lasciava portando con sé la sua comicità, la sua ironia e il suo saper essere, da protagonista, anche una “spalla”.Questa intensa se pur breve retrospettiva cerca di raccontare le tre facce di Peppino: quella di drammaturgo ed interprete di pochade teatrali che ancora oggi ci fanno ridere e sorridere dei nostri vizi e tabù; quella di grande attore cinematografico, “spalla” storica di Totò con il quale ebbe un connubio perfetto. Difficilmente infatti mai ruolo di “spalla” assurse a protagonista così come in Peppino. Sapeva essere la giusta sponda per le battute di Totò ma al tempo stesso comico irresistibile con i suoi controtempi. E poi Peppino televisivo, amico di tutti i telespettatori con l’indimenticabile maschera di Pappagone, un umile servitore, al servizio del Cummendatore Peppino De Filippo, in cui convergono le tipiche maschere del teatro napoletano (Pulcinella e Felice Sciosciammocca), inventore di un gergo particolarissimo ed esilarante. I suoi ‘pirichè’, ‘ecquequa’, ‘carta d’indindirindà’ entrarono nel parlato comune diventando modi di dire diffusissimi.
Insomma un atto dovuto, ma soprattutto voluto, per un grande dell’arte scenica italiana che troppo spesso è stato ingiustamente messo un po’ in ombra dal fratello Eduardo e da Antonio De Curtis, in arte Totò.